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Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

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GLI AGENTI DI COMMERCIO E IL SETTORE ALIMENTARE

 

Intervista a Sergio Mercuri, vicario di FNAARC

 

 

Uno scenario complesso, articolato, in continua evoluzione così come lo sono i comportamenti alimentari dei consumatori, mai come in questi mesi irrazionali e soggetti a ondate emotive. È quello con cui si stanno confrontando da ormai un anno gli Agenti di commercio attivi nel mercato alimentare. Ne parla Sergio Mercuri, vicario di FNAARC, Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio, l’istituzione maggiormente rappresentativa della categoria, aderente a Confcommercio. «In questo anno, dall’inizio della pandemia, si è assistito inizialmente a un grande aumento delle vendite nel canale della GDO: in molti casi si è verificata una corsa all’approvvigionamento, di cui i supermercati hanno beneficiato in termini di vendite sia per il food che per il wine. Dall’autunno scorso, però, abbiamo rilevato un calo del consumo di prodotti premium e si è rafforzata la vendita di prodotti più economici e del private label, soprattutto nelle grandi catene di distribuzione». Il tutto, per arrivare a un dicembre che Mercuri non esita a definire «disastroso, caratterizzato da una grande confusione». La stessa che sembra riassumere la situazione attuale, in cui – nonostante l’ormai imminente arrivo delle festività pasquali – ancora non si riesce a prevedere quale segmento di prodotto trascinerà le vendite.

 

Mercuri, che nella rappresentanza e vendita in ambito food ha maturato un’esperienza pluridecennale, si dice tuttavia ottimista per un futuro post pandemico in cui le persone saranno con molta probabilità portate a spendere e a farlo meglio, ovvero a investire più risorse per prodotti di qualità medio-alta. Ci saranno comunque molti punti vendita in meno e questo soprattutto per quanto riguarda la ristorazione, che sta soffrendo in maniera importante le stringenti limitazioni all’esercizio dell’attività. Una dinamica che si riflette sul lavoro degli Agenti di commercio, che hanno a loro volta estrema difficoltà a capire come e con chi relazionarsi. «Innanzitutto, perché non tutti gli esercizi sono aperti, purtroppo molti hanno deciso di tenere chiuso per abbassare i costi. Senza contare che il continuo oscillare dei colori di province e regioni rende arduo effettuare una pianificazione di spostamenti, dinamiche di mercato e previsioni sui consumi».

 

In un simile contesto, dominato dalla presenza sempre più pervasiva dell’e-commerce, il rapporto personale continua a essere, per Mercuri, la chiave principale per interfacciarsi con clienti e collaboratori: «Più che con l’obiettivo di vendere, da diverso tempo a questa parte noi Agenti stiamo andando a trovare i clienti, per parlare con loro, capire quali sono timori e aspettative, e cogliere eventuali spunti: noi ci sentiamo al servizio delle aziende, in particolare delle piccole e medie imprese. Mi preme infatti ricordare che, a dispetto del totale silenzio che vige sul nostro ruolo, l’economia italiana ha bisogno di noi, del nostro operato e anche il nuovo Governo deve capire chi siamo, come funzionano le dinamiche di una categoria che intermedia oltre il 70% del Pil nazionale».

 

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