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Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

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3 domande a Luca Bagnoli, Vicepresidente Fnaarc

 

A urne aperte, Luca BagnoliVicepresidente Fnaarc, candidato per la lista n. 3 Enasarco del futuro e da 32 anni nel settore moda, spiega perché il voto è importante e lancia alcune nuove proposte per Enasarco, che troveranno sicuramente l’apprezzamento di molti agenti e rappresentanti di commercio.

 

Quali sono i problemi del tuo settore dopo il lockdown?

Come per la gran parte dei settori merceologici, anche per il settore della moda si è registrata una diminuzione della domanda (in Emilia-Romagna, ad oggi, è dell’11% rispetto al 2019) che ha a sua volta provocato un calo della produzione. Con la ripartenza non si poteva certo sperare di riprendere il ritmo pre Covid, visto che per mesi si è bloccato l’intero sistema. La causa principale è la timida fiducia del mercato e conseguentemente dell’impresa che colloca i prodotti e servizi. Al di là della stagionalità del mio settore (per fortuna la stagione estiva non è andata poi così male), contiamo di tornare a livelli pre-pandemia nel giro di un paio di anni.

 

Proposte per rilanciare il settore?

Un aiuto da parte del governo su fiscalità e semplificazione della burocrazia. Penso che questo valga per tutti gli attori in scena: se funziona, i benefici sono a cascata. Soprattutto per la mia categoria, che si caratterizza per una lunga catena distributiva. Una parte di agenti ha deciso di unirsi, in linea con gli intenti etici della associazione Niam, per varare attraverso una società di servizi collegata – la Niam srl – un progetto digitale che valorizzi le agenzie. Si tratta di una formula 2b e b2c che dovrebbe portare beneficio a tutta la filiera moda.

 

Cosa ne pensi di Enasarco?

È certamente una realtà molto particolare, unica al mondo, con un’importanza davvero vitale per la categoria. Come tutti gli enti che in passato sono stati pubblici (la privatizzazione si è avuta solo da qualche decennio) necessita di un ulteriore adeguamento, nonostante i passaggi innovativi positivi degli ultimi anni. Ascoltando le necessità e i desiderata di tanti colleghi (l’associazione di categoria di Bologna conta oltre un migliaio di iscritti) metto sul tavolo giusto un paio di idee che auspico verranno recepite dalla futura governance dell’ente:

a) Valutare la possibilità di potersi vedere restituire una parte dei contributi versati nel caso non si possa arrivare al minimo dei 20 anni contributivi oggi richiesto. Ad esempio, chi ha meno di 15 anni di contributi, potrebbe richiedere il 50% dei contributi versati (che poi è l’ammontare di quanto versato dall’agente);

b) Valutare la possibilità di sbloccare parte del Firr anche per determinate situazioni di reddito e non solo per l’emergenza Covid. I casi che giustificherebbero l’anticipo del Firr potrebbero riguardare: spese mediche sostenute di rilievo; reddito inferiore rispetto all’anno precedente; acquisto o ristrutturazione casa. D’altra parte, si tenga presente una banale considerazione che da tempo andiamo ribandendo: quelli di cui parliamo sono pur sempre soldi di proprietà degli agenti.

Link utili

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