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E se esistesse un radar capace di rilevare l’utilizzo dei telefoni mentre si è alla guida?



In Francia l'uso del telefono al volante - responsabile di un incidente su dieci - è vietato dal 2003. A differenza di quanto accade per il monitoraggio degli eccessi di velocità, a oggi nessun sistema dissuasivo viene impiegato su larga scala per impedire al conducente di un veicolo di consultare lo smartphone mentre guida.

Ma alcuni nostri vicini europei hanno deciso di affrontare il problema. La contea di Norfolk, non lontana da Londra, sta sperimentando un sistema radar automatico capace di individuare l'impiego del telefono all' interno di un veicolo e di segnalarlo tramite dei cartelli luminosi.

IL RADAR CHE FUNZIONA COME UN AUTOVELOX

  


I telefonini comunicano attraverso l'emissione di onde: onde radio Gsm nel caso di una chiamata o dell'invio di un messaggino sms, onde 3G e 4G se si tratta di scambi di dati via Internet. Le antenne del radar riescono a intercettare questi segnali, e un programma ne analizza la durata e l'intensità al fine di scartare quelli che derivano ad esempio dall'utilizzo di una app del Gps, dalla ricezione di notifiche o dall' attività del Bluetooth.

«La spia non si accende se chi telefona usa un apparecchio che permette di tenere le mani libere - consentito nel Regno Unito - o ascolta musica dallo smartphone tramite gli altoparlanti dell'automobile» , spiega Chris Spinks dell'azienda inglese Westcotec, che ha sviluppato il dispositivo. Il sistema non è solo in grado di distinguere se un occupante del veicolo telefona o invia messaggi di testo, ma anche se naviga in Internet o consulta i social mentre è in movimento.

«Ma non raccoglie i numeri di telefono e non spia i dati», precisa Spinks. Tuttavia, il sistema non è in grado di riconoscere se a utilizzare il telefono è il guidatore o un passeggero. Per questo, la sua funzione per ora rimane puramente educativa, paragonabile a quella svolta dai pannelli luminosi che segnalano agli automobilisti la velocità a cui stanno procedendo senza però infliggere contravvenzioni.

«Non abbiamo ancora trovato sul mercato una tecnologia efficace per ovviare a questa mancanza», spiega Chris Spinks. La Westcotec non esclude tuttavia la possibilità di sviluppare un sistema "repressivo" basato sulle foto della vettura.

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